Acqua che viaggia

con Filippo Fossa, Paolo Mutti e Nicola Milan alla fisarmonica

Testo e regia di Bruna Braidotti - Ricerche storiche di Giulio Ferretti

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Si ride e si riflette con Acqua che viaggia: due narratori divulgatori si cimentano nel racconto dell'approcci di leonardo alla conoscenza, frutto dellìesperienza e dell'osservazione della natura. Oggetto della divulgazione scenica è l'acqua nei suoi moti, sia per scopi difensivi che per la navigazione. Il genio rinascimentale dedicò all'acqua studi e progetti fra cui le porte dette appunto vinciane, di cui un'applicazione contemporanea e grandiosa sono le chiuse del canale di Panama. I narratori, prendendo spunto dai progetti di Leonardo in Lombardia, Veneto e Toscana, in gran parte poi non realizzati, percorrono con la fantasia le vie d'acqua interne del nostro paese, quelle veramente esistite ed esistenti, quelle solo progettate e quelle immaginate, dai navigli lombardi, alla litoranea veneta, alla linea Locarno Trieste, al progetto di collegare il Danubio con l'Isonzo ed a quello di unire via canali l'Adriatico al Tirreno fino alla fantastica circumnavigazione del globo via fiume. Seguendo in modo spassoso questi itinerari acquatici, in cui si immagina una possibile era delle "mobilità liquida", il pubblico viene coinvolto nel metodo di studio di Leonardo da Vinci, basato sull'attenta e precisa analisi delle leggi della natura, di cui siamo osservatori, spettatori ed ospiti, e di cui il suo stesso genio era frutto. Accompagnano lo spettacolo le note rinascimentali della fisarmonica ricostruita dai disegni dello stesso Leonardo che per primo inventò la tastiera verticale e che fu precursore della fisarmonica attuale.