Storie di risorgive

di Bruna Braidotti e Giulio Ferretti

Spettacolo sulla storia di Pordenone
con la narr… attrice Bruna Braidotti e Damiano Visentin alla fisarmonica

Pordenone d’acqua: una città ancora da raccontare attraverso il rimosso punto di vista delle sue risorgive come il rio delle Remengole. Sulla riva della roggia è risorto un parco che si aggiunge ai numerosi luoghi verdi, pezzi della spontanea e rigogliosa vegetazione della città che si contrappone alla speculazione edilizia. La narratrice riesuma i resti di un città giardino pullulante d’acqua continuamente minacciata e svalorizzata dalla miopia del facile profitto del mattone.

Una agana vuole ritornare là da dove è venuta, risalendo all’incontrario il percorso dell’acqua e tornare sul greto della Cellina. Nell’attesa che la luna rischiari il lago per ritrovare la risorgiva, sulla riva racconta la sua vita, ripercorrendo ironicamente la storia di Pordenone il cui sviluppo urbano caotico è legato alla rimozione dell’acqua in quanto… non ha "valore edificabile".

Storie di pesca, di guerra, di mugnai, confidenze di donne, leggende sulle divinità delle acque si intrecciano nella drammaturgia, e si riferiscono direttamente all'ambiente fluviale, luogo di pesca,di navigazione e di vita quotidiana. I vari racconti si sovrappongono e si collegano seguendo il percorso della memoria di una donna "Neta de Galani",la memoria storica del fiume.
Nelle rappresentazioni all’aperto nei pressi di corsi d’acqua (fiumi, rogge, laghi, etc) arriva in scena con la sua barchetta saltafossi.

Disincantata, bizzarra e a tratti cinica , ha raggiunto l’imperturbabilità che contraddistingue chi ne ha viste e subite troppe. Attraverso elementi di volta in volta piccanti (le nascite illegittime quando i mariti erano al fronte, le performance degli esibizionisti) patetici (la donna che nelle acque dà alla luce una bimba di nome Noncela, l’amore ostacolato dalla povera Cecilia inghiottita dal "bus da le aganis") epici (i bombardamenti e le razzie) non disgiunti da qualche notazione sociale, tutti elementi connotati da ilarità e risvolti comici, Neta coniuga passato e presente del fiume inserendovi anche le magagne ecologiche. Diventa paladina di un mondo misconosciuto e dimenticato in cui l’uomo e la donna vivevano un rapporto di reciproco scambio equo e rispettoso con la natura e l’acqua. Presenza costante della narrazione sono i racconti sulle agane (racconti sia rilevati direttamente da fonti orali sia dalle raccolte esistenti), figure mitiche il cui controverso rapporto con il maschile si risolve con l’accettazione della diversità dell’altra e dei suoi segreti impenetrabili, diversità mostruosa come può sembrare la natura nelle sue varie realtà.




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