Nemica di classe

Libero adattamento di “Nemico di classe” di Nigel Williams

con Laura Bacco, Elisa Gaiarin, Federica Marocci, Tania Roman, Prisca De Roni , Martina Bellucci
Regia di Bruna Braidotti

Il testo messo in scena è tratto liberamente da Nemico di classe di Nigel Williams, un classico del teatro di protesta giovanile, scritto nel 1978 ed ambientato in una scuola dei sobborghi poveri di Londra.
E’ stato realizzato in Italia negli anni ’80 dalla Compagnia dell’Elfo per la regia di Elio di Capitani con Paolo Rossi e Claudio Bisio fra gli interpreti, replica che ottenne all’epoca molto successo e che debuttò fra l’altro a Pordenone.
La vicenda si svolge in una classe dove le allieve sono lasciate a se stesse, senza insegnanti. Il comportamento delle ragazze infatti è talmente ribelle e refrattario ad ogni forma di insegnamento che nessun insegnante vuole essere mandato in quella classe e le studentesse, in attesa di un supplente, si fanno lezione da se facendo ricorso alle proprie esperienze e conoscenze. Si delineano quindi i caratteri delle sei ragazze e soprattutto i conflitti fra di loro, in particolare fra la teppista critica con tutto e tutti e la ragazza costruttiva che riesce a cogliere ciò che di positivo comunque ogni esperienza da. Il conflitto si risolve infine con lo scontro diretto fra le due e la crisi della ragazza autodistruttiva .
Ogni ragazza trattando un proprio argomento parla indirettamente di se, delle proprie insicurezze, emozioni e speranze oppure di luoghi comuni.
Dalle singole storie scaturisce la rabbia che le ragazze rivolgono di volta in volta in direzioni sempre diverse, contro gli stranieri, contro gli insegnanti, i genitori, il mondo in genere, contro l’emarginazione, contro la solitudine, contro l’abbandono degli adulti che hanno rinunciato a contenerle ed ad educarle.

Tutti i dialoghi e le situazioni sono venate di ironia e sostenute dalla vivacità delle giovani ragazze, che, nonostante il conflitto, nonostante la rivalità, nonostante il gioco di ruolo che inscenano, sono legate da un profondo rapporto di amicizia, che permette loro di trovare insieme un modo per risolvere i conflitti.
Il testo permette molti spunti di riflessione sul rapporto con la scuola ed il “sapere”, sulla fragilità dell’età adolescenziale e sul bisogno di protestare a tutti i costi nella ricerca di una propria identità e su come ciò che salva e aiuta l’individuo al di là di ogni vicenda personale è la relazione con l’altro.




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