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La scena delle donne

La scena delle donne è uno spazio di espressione e di visione riservato al mondo femminile il cui linguaggio, pensiero e creatività non sono ancora abbastanza conosciuti e valorizzati (basta solo scorrere i programmi scolastici per accorgerci dell’insufficiente menzione del contributo femminile alla conoscenza umana). Ma che non sia anche questa lacuna, oramai inaccettabile, una delle cause della nostra crisi epocale? Il mondo ha bisogno dell’immaginario delle donne per ritrovare il suo equilibrio. Le donne stesse cercano riferimenti immaginativi per la propria identità, sospesa ora fra un modello neutro/maschile ed una artificiosa femminilità prevalentemente estetica costruita ad hoc per le esigenze dell’altro sesso. Mettere in scena la rappresentazione del mondo da parte delle donne è una delle cose più urgenti da fare soprattutto per le nuove generazioni, che sono per lo più ignare del percorso culturale, sociale e politico delle donne negli ultimi secoli ed anche per contrastare la violenza che colpisce sempre di più il genere femminile. Il teatro può diventare così questa scena dove riscoprire le prospettive dell’altra metà del cielo.

Una scena delle e per le donne, cioè un luogo pubblico, un luogo “politico” nel suo senso più vero, luogo della partecipazione alla vita collettiva. Dedicata alle giovani che continueranno questo cammino.

 

La scena delle donne Primavera 2018 - Il Desiderio

La Scena delle donne esplora nel 2018 il desiderio delle donne per far emergere la loro affermatività, come strategia culturale per contrastare la violenza di genere e la subalternità femminile che ancora scontano le donne in diversi ambiti sociali e culturali.

Rincorrere i propri sogni e ciò che soddisfa e gratifica, non è ancora una naturale propensione per l e donne. Abituate a diventare desiderabili per l’altro e non a desiderare per sé, le donne rischiano infatti di non sapere quale è il proprio desiderio, uniformandosi al modello culturale femminile imposto nei secoli dalla cultura, le donne rischiano , disconoscendo la propria differenza, di incollarsi addosso l’identità maschile, intesa come neutra ed universale.

Spettacoli , incontri e workshop e confronti internazionali aprono quindi la scena sull’altra metà del cielo del desiderio in tutte le sue coniugazioni, dal piacere all’ambizione al successo.

Con questa edizione si inaugura anche una nuova sezione “La giovane scena delle donne“ un Festival/concorso dedicato alle nuove generazioni a Sesto al Reghena (PN) a fine aprile. Il lungo cammino che le donne hanno percorso nei secoli per affermare se stesse e per conquistare diritti non è un tema culturale sufficientemente trasmesso ai/alle giovani , che forse danno per scontata l’acquisita parità (peraltro nei fatti non ancora pienamente raggiunta). Non sempre è stata trasmessa loro la testimonianza di un impegno ancora necessario perché non si riaffacci la sopraffazione e l’importanza di valorizzare le differenze a partire da quella fra un uomo e una donna. Il Festival giovane sulle tematiche di genere vuole essere un contributo per coinvolgere i giovani nel processo culturale di parità ed uguaglianza iniziato due secoli fa ed ancora in corso.

APPUNTAMENTI

Venerdì 16 febbraio ore 20.45

Centro Civico - Cordovado 

DIALOGO ESTREMO DI UNA DONNA

di e con Bruna Braidotti e Nicola Milan

Il tema della violenza alle donne viene sviscerato  per arrivare al nucleo del problema: una cultura che denigra di fatto la donna e che le donne accettano o tollerano. Dalle barzellette offensive, alla paura della libertà e della solitudine delle donne, all’egocentrismo scambiato per amore, alla fame d’amore inesauribile che getta le donne nelle braccia di un carnefice si dimostra che la violenza si manifesta anche in modo banale, e che anche le donne fanno violenza a se stesse. Le argomentazioni rintracciano infine nei miti la causa della sfortuna della donne, una sfortuna che persevera ancora oggi in una società che anela alla loro scomparsa definitiva. Il dialogo , in cui si chiede alle donne di essere parte in causa attiva, è provocatorio , sarcastico , pungente ed ‘estremo’ per   scuotere le donne a ricominciare la loro giusta rivolta e rifare il mondo da capo.

Sabato 17 febbraio ore 20.30

Pordenone - Saletta Degan Biblioteca Civica 

L’ELOGIO DELLA ZIA GIULIA.

Ovvero, perché le antiche romane fecero la differenza

Racconto teatrale  di Valeria Palumbo - Voce narrante Paola Salvi e Valeria Palumbo

musiche di Carlo Rotondo

Si può riscrivere almeno in parte la storia di Roma includendo le donne e  raccontando il ruolo fondamentale che hanno avuto nello sviluppo della più importante civiltà antica d’Italia? Sì, si può farlo smontando i pregiudizi che le accompagnano da sempre, gli aneddoti che ancora ci insegnano a scuola, tra madri dei Gracchi e “virtuose” Lucrezia. Si può raccontare una storia vera, almeno delle donne delle famiglie più in vista. Ed è una storia di lotte di potere, di alleanze strategiche, matrimonio, sangue, odi e divorzi. Ma è anche la storia di incredibili prove di intelligenza, coraggio e trasgressione. Di libertà e curiosità. Le donne a Roma hanno fatto la differenza. Per sé, allora. Per noi oggi. Anche per questo è una storia, magari scherzosamente, tutta da raccontare.

23/24/25  febbraio

Scuola Popolare di Teatro via San Valentino, 11 - Pordenone

WORKSHOP DI BURLESQUE

Con Sweet Pepper

venerdì 23: 19.30 – 22.30, sabato 24:  16.00 - 20.00 , domenica 25:  10.00 - 13. 00

Il burlesque si rivela una  splendida opportunità per le donne di giocare a  scoprire l’arte del piacere e piacersi: tre giorni di full immersion per rafforzare la  consapevolezza del proprio corpo e di sé,  per imparare a volersi bene con una buona dose di allegria e la voglia di mettersi in  gioco. Si impara ad accettare ed a valorizzare se stesse,  senza avere paura del giudizio degli altri,  mettendo  in mostra con divertimento ed ironia  le  doti più spiccate di sé. 

Venerdì 2 marzo ore 20.30

Auditorium Biagio Marin - Grado

LUISA

di e con Bruna Braidotti

Premio internazionale Women Playwrights Internationale Cape Town 2015

Il tema è la violenza sessuale subita nell’infanzia. Fatto purtroppo non infrequente che segna la vita di molte donne, molte delle quali non riescono a superare la lacerazione che si è prodotta quando erano bambine. Altre svolgono una vita apparentemente normale, come se nulla fosse successo, come Luisa, il vuoto dell’infanzia si è mascherato in un atteggiamento falsamente sicuro di sé, in un rapporto strano e sempre perdente con gli uomini, nell’essersi fatta maschera del desiderio maschile, così come aveva appreso nell’infanzia, e nell’iterare all’infinito quel rapporto in cui lei chiede affetto ad un lui per il quale lei non c’è, in nessun caso, né come bimba, né come donna. Solo il ricordo della madre, l’unica altra donna che poteva darle identità la aiuterà nella risalita verso se stessa.


Martedì 6 marzo ore 18.00

Saletta incontri del Convento di San Francesco

Incontro con Lene Therese Teigen - House of Stories di Oslo.

Lene Teigen è una drammaturga e regista norvegese  . Ha lavorato soprattutto in teatro ma anche nel cinema e per la televisione. Con un esperienza internazionale sia di autrice  che di director si è impegnata per lo sviluppo della nuova drammaturgia in Norvegia . Conduce conferenze e workshops di teatro  in tutto il mondo.  Attiva a livello internazionale per far emergere la drammaturgia femminile è stata Presidente del Women Playwritghr International  e fa parte del gruppo direttivo delle drammaturghe che avranno appuntamento  nel 2018   a Santiago del Chile. Testimone del gran lavoro che a livello mondiale si sta facendo perché la scrittura per il teatro comprenda sempre di più la voce e la creatività delle donne, farà il punto sulla situazione contemporanea che vede un fermento creativo  delle donne in tutti i paesi .

Martedì 6 marzo ore 20.30

Ex Convento di San Francesco - Pordenone

MATER NEXUS

di Lene Therese Teigen

Il Legame della madre, il significato letterale del testo, sta alla base delle vite e degli incontri delle nove protagoniste. Dai dialoghi fra di loro si dipanano in crescendo le relazioni reciproche  e i retroscena delle loro diverse storie. Uno scenario quotidiano di piccoli e grandi problemi che mettono in conflitto o complicità sorelle, amiche, figlie e madri. E' una   fotografia del mondo  femminile in cui ogni donna trova modo di riconoscersi, di riflettersi e di interrogarsi.  

La piece viene essa inscena  in italiano   dalle  attrici di Pordenone le Dicken's sisters, insieme ad alcune attrici della Compagnia di Arti e Mestieri.

Mercoledì 7 marzo ore 20.45

Sala Enal Tiezzo di Azzano Decimo

e

Giovedì 8 marzo ore 20.45

Teatro Comunale di  Fiumicello

LA COMMEDIA DELLE DONNE

Primo Premio Drammaturgia Femminile ‘Mariangela Melato’ - Roma 2013

di e con Bruna Braidotti e Bianca Manzari

Isa e Bea, attrici per sopravvivenza e per arte, cercano di conciliare la loro vita quotidiana con il lavoro, districandosi fra impegni famigliari e lavoro scenico. Il loro repertorio attinge alle commedie di Carlo Goldoni, che rappresentano continuamente, interpretando anche tutti i personaggi, per risparmiare sui costi. Le storie personali delle due, si rivelano nei fuori scena o dietro le quinte ma anche in scena: le vicende delle protagoniste della Casanova di Goldoni si intrecciano con quelle delle due donne dei giorni nostri creando un  canovaccio femminile originale da cui emergono i nodi rispetto al desiderio di maternità, alla rivalità femminile e alle contraddizioni che in Italia vive chi vuole vivere di teatro. 

Venerdì 9 marzo ore 20.45

Auditorium delle Scuole Medie - Porcia 

RACCONTI DI UNA CITTA'  INDUSTRIALE

Di e con Bruna Braidotti e con Romano Todesco

Il testo traccia l’evoluzione economica eccezionale di Pordenone, definita la Manchester d’Italia: dagli opifici settecenteschi mossi dall’acqua, alle filande, ai cotonifici fino all’ascesa dei grande colosso metalmeccanico la Zanussi, ma anche Locatelli e Savio, e le  altre  innumerevoli realtà produttive. Uno sviluppo industriale eccezionale di cui furono protagoniste anche le donne, le prime a dare avvio alla stagioni delle lotte operaie iniziate  a fine ottocento, le prime temerarie che ebbero il coraggio di affermare le proprie aspirazioni di equità nel mondo del lavoro. Lo spettacolo vuole lanciare spunti di riflessione sulla nostra città ora a partire dallo sguardo al passato, e lasciare  immaginare  possibili vie di uscita che facciano ritrovare quella  spinta propulsiva che ha caratterizzato lo sviluppo economico della città.

Giovedì 15 marzo ore 20.45

Auditorium Vendramini - Pordenone 

KITCHEN STORIES #1: TUTTO L'AMORE È CLANDESTINO

 di Barbara Alesse e Ernesta Argira

Il desiderio e l’amore Cosa c’è di più desiderabile dell’amore per una donna? E cosà c’è di più desiderabile del cibo? I due desideri sono pefettamente compatibili.

Lo spettacolo parla di una ricetta di cucina, perché ai suoi protagonisti piace mangiare. L'amore nasce in silenzio, al buio, non lo si vuole riconoscere, non lo si vuol fare entrare perché ci fa paura. E il cibo, si sa, si lega bene all'amore. In modo particolare quando l'amore è clandestino e lo è ancora di più quando a provarlo è un clandestino.

Lo  spettacolo sviscera nell'atmosfera di una cucina   un tema molto attuale , quello dell' integrazione fra genti di paesi lontani dai nostri sia geograficamente che culturalmente. In scena le peripezie  di chi vive in Italia da clandestino e le diversità culturali che neanche l'amore riesce a cancellare. Solo  un ingrediente che manca nella ricetta potrà risolvere le difficoltà , racchiuso in un barattolo  misterioso. 

Venerdì 16 marzo ore 20.45

Auditorium Bellavitis - Viale XXV Aprile - UDINE

ITALIA

Premio “Donne e teatro” Roma 2007

di Bruna Braidotti , con Bruna Braidotti e Bianca Manzari

Il voto alle donne in Italia nel '46 potrebbe essere definito “La rivoluzione della parità”. Anche se raggiunto dopo diversi paesi europei , ha influito significativamente nella scrittura della nostra carta costituzionale e nella affermazione dei diritti delle donne. Il voto delle donne ha aperto il contrastato cammino delle successive conquiste che sono state raggiunte anche in anni recenti e che sono ancora da raggiungere . Per raccontare questa storia di democrazia e riflettere sul controverso e difficile rapporto fra donne e politica fra personale e politico, lo spettacolo segue il filo dei ricordi di una donna battezzata con il nome Italia e della sorella Margherita. Dal fascismo ai giorni nostri, si delinea la storia dell’Italia secondo la particolare visione di una donna del popolo che insieme alla sorella è andata dal Friuli proprio negli anni della guerra a lavorare a Milano come cameriera. Si susseguono nei ricordi e rivivono sulla scena fatti e vicende che coinvolgono le due giovani ragazze friulane fra Milano, dove hanno modo di venire a contatto con i gruppi di difesa delle donne , il lago di Iseo ed il Friuli durante l’occupazione dei tedeschi e la resistenza. Il voto conclude i ricordi di questo passato epico e segna la svolta . Dopo, il mondo è cambiato. Chi raccoglie sorpresa questa testimonianza è la figlia di Italia che, come molte delle generazioni nate nel dopoguerra, non ha ricevuto la memoria della storia dei suoi genitori. Vi è stata generalmente una rimozione, infatti , e si è inceppata la trasmissione di una storia viva, magari studiata a scuola , ma da cui si è mantenuta una distanza emotiva, proprio perché spesso si è voluto dimenticare periodi di sofferenza e di patimento.

Si compie quindi fra madre e figlia il recupero di una memoria che ridà senso alla vita di oggi, al significato di democrazia ed alla cittadinanza delle donne, percorso ancora non del tutto compiuto , ma che solo collocato nel suo iter storico può trovare forza ed energie per proseguire.

Giovedì 22 marzo ore 20.45

Palazzo Ragazzoni - Sacile

OTTO MARZO - non più befane, non più madonne, ma finalmente donne

La storia delle donne in teatro con la Commedia dell'Arte

di Emanuela Bolco e Cinzia Brugnola con la collaborazione e la regia di Carlo Boso

Era l’8 marzo 1917 quando a San Pietroburgo, per la prima volta nella storia della Russia, le donne ottennero il diritto di votare e di partecipare così a un movimento destinato ad abbattere la monarchia e a far trionfare la democrazia. La vittoria fu di breve durata. Il nuovo Stato democratico fu inghiottito da una nuova forma di dittatura basata sulla repressione, nutrita dal sangue dell’opposizione. Ma l’8 marzo rimase il simbolo di una libertà conquistata e dell’uguaglianza tra uomini e donne. Lo spettacolo  è una carrellata ideata da due attrici Lulù e Lilì, per far scoprire e riscoprire il ruolo ricoperto dalla donna quale protagonista di una dinamica  che dalla Grecia Antica ad Oggi ha  contribuito allo sviluppo e al mantenimento della democrazia. Un  caleidoscopio di scene, canzoni,  linguaggi e di stili, dal comico al drammatico, dal serio al semi-serio, secondo lo stile proprio della Commedia dell'Arte che per la prima volta vide le donne  in scena decretandone   il successo universale.

Sabato 23 marzo ore 20.45

Auditorium Biagio Marin - Grado

ITALIA

 di e con Bruna Braidotti

Sabato 24 marzo ore 20.45

Sala Parrocchiale - Piano d'Arta

PANORAMA MATERNAGE

di Antonella Saccarola con Bianca Manzari

L’avventura della maternità: un mondo inesplorato, raramente raccontato nei suoi risvolti teneri, eroici e comici. Cosa accade ad una donna con la maternità: entra nella IV^ dimensione, una dimensione astrale, non prevista, che bisogna in qualche modo mimetizzare, nascondere, rimuovere, includendola nelle altre con abilità acrobatiche da superwoman, per poter partecipare, più o meno alla pari dei maschi, alla parata quotidiana della vita sociale. La vita si trasforma: la gravidanza, il “grande momento”, la donna e il suo bambino al centro del mondo, l’inesperienza della mamma con il nuovo “cucciolo” ed una casa invasa da giochi da riordinare, la carriera lavorativa ed una fitta agenda settimanale . Un racconto ironico che affronta con un occhio femminile.

FESTIVAL CONCORSO LA GIOVANE SCENA DELLE DONNE

LA GIOVANE  SCENA DELLE DONNE

26-27-28-29 aprile

Sesto al Reghena (Pn)

La Scena delle donne  ha come obiettivo  la valorizzazione della creatività di  drammaturghe,  registe ed attrici e di arricchire il mondo della rappresentazione con le  differenti visuali  delle donne. Dal 2018  si apre la sezione della manifestazione dedicata  ai/alle  giovani  attraverso un bando di concorso  che ha l’obiettivo  di suscitare l’interesse sulla rappresentazione del femminile, anche in relazione alla estrema attualità di temi  che investono i generi, dalla identità sessuale, alla  maternità surrogata,  alla violenza sulle donne, alla mercificazione del corpo femminile, alle differenti culture femminili nei diversi  paesi e continenti, alle ricerche sul matriarcato, ai rapporti fra i sessi nella diverse realtà  e culture contemporanee.

BANDO DI CONCORSO

Il bando è aperto a compagnie teatrali e a singoli artisti/artiste italiani/italiane, con componenti per il  50 % tra i 18 e i 35 anni, che portino in scena spettacoli  che trattino  della situazione culturale e sociale delle donne nella  contemporaneità e nella storia, nella società, nella  famiglia, nel lavoro, nei rapporti con l’altro  genere temi ancora sottorappresentati sulla scena teatrale.
Al contempo il  concorso sarà una vetrina per i/le giovani artisti/artiste, che avranno modo di far conoscere il loro lavoro ad un pubblco di operatori del teatro.

Dalle  proposte inviate in forma di progetto di spettacolo sia cartaceo che con video verranno selezionati al massimo sei performance  che   verranno rappresentate, nella forma di mise en space della durata  massima di 30 minuti, presso l’auditorium di Sesto al Reghena (PN) dal 26 al 29 aprile . Tutte le compagnie selezionate saranno ospitate presso le strutture ricettive del Comune di Sesto al Reghena e  avranno a diposizione il teatro per  le prove. Il 28 aprile ci sarà la presentazione dei lavori delle compagnie  di fronte alla Giuria.

Una  Giuria,  composta da esponenti  nazionali del mondo dello spettacolo, operatori teatrali ed  esperte di tematiche di genere e  giovani spettatori, sceglierà lo spettacolo vincitore del concorso.
A giudizio insindacabile della Giuria,  per l’originalità dell’aspetto drammaturgico, per l’interesse del tema e per la qualità del lavoro attoriale/ performativo verrà dato un primo premio in denaro di 1500 € e la possibilità di essere inseriti con una  replica dello spettacolo nella sua forma definitiva  nella rassegna La Scena delle donne dell’anno successivo e nelle  stagioni teatrali degli operatori  del Friuli Venezia Giulia.