



La Scuola Popolare di Teatro della Compagnia di Arti e Mestieri , presente a Pordenone da 10 anni con attività continuativa e di qualità, nella sede comunale ex cartiera nel parco di San Valentino riaprirà i battenti dopo la pausa estiva con un nuovo programma di corsi innovativo e fin da ora sono aperte le iscrizioni.
L’Accademia triennale di teatro propone da quest’anno la prosecuzione della formazione con insegnanti e attori professionisti e con un programma nel quale verranno inclusi diversi metodi compreso lo sviluppo della metodologia contemporanea di Stanislavskij.
Inoltre l’offerta formativa quest’anno si arricchisce anche della parte teorica sulla storia del teatro, verrà data particolare cura alla voce ed all’uso della parola e la partecipazione di maestri internazionali come Jury Alschitz amplieranno le possibilità di confronto di contatto e di conoscenza con le realtà teatrali europee.
Se da una parte i corsi professionali hanno l’obiettivo di formare attori ed attrici fornendo loro un completo bagaglio di esperienze , pratiche e conoscenze per incominciare a lavorare nel mondo dello spettacolo, la scuola si propone anche di estendere a tutti l’esperienza teatrale, come pratica che aiuta attraverso il divertimento a conoscere di più se stessi a formare un gruppo a condividere esperienze creative, sviluppando nel contempo le proprie capacità espressive nascoste o non sufficientemente conosciute e valorizzate. Rinizieranno quindi i corsi di avvicinamento al teatro per adulti e proseguiranno i percorsi dei gruppi che si sono formati lo scorso anno con progetti nuovi.
La scuola comprende anche corsi per bambini e ragazzi divisi per fasce di età , offrendo a tutti l’ opportunità di provare il grande gioco del teatro.
Per informazioni: 043440115 – 3400718557
e-mail info@compagniadiartiemestieri.it - www.compagniadiartiemestieri.it
Nuova produzione realizzata in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia.
Testi e regia di Bruna Braidotti
Lo spettacolo ripercorre gli avvenimenti che portarono all’Unità d’Italia attraverso le voci delle parti in causa, gli austriaci, i patrioti italiani, il popolo, partendo dall’anno delle rivoluzioni che viene citato (inconsapevolmente) dal nostro modo di dire per descrivere la confusione: “tutto un quarantotto”. Deve essere stato proprio un “bel quarantotto” per rimanere fissato nel linguaggio comune d’oggi e sopravvivere come modo di dire ai ben altri e più potenti “quarantotto” che si sono susseguiti dopo quel famoso anno: anno delle rivoluzioni borghesi che hanno sconquassato l’Europa e che incominciavano già a delinearne l’assetto futuro. L’Italia entra in questo sconquassamento europeo compiendo insieme la rivoluzione borghese e l‘unità territoriale, ma a differenza degli altri paesi europei sconta un ritardo per entrambi i traguardi: una rivoluzione borghese che a detta di molti deve ancora compiersi ed un’unità di cui sembra sia stata artefice più che la storia la televisione degli anni ’50 del ‘900 e che ancora oggi non è proprio un fatto ancora del tutto assodato. I racconti e le storie popolari che rivivono sulla scena attraverso gli attori, mischiano le motivazioni e le aspirazioni dei patrioti che vedevano in questi avvenimenti un futuro libero e democratico con le paure di chi temeva un cambiamento troppo radicale e con l’indifferenza delle classi contadine, che ne avevano visti ormai abbastanza di cambiamenti di potere passare sotto i ponti, senza che nulla delle loro condizioni di vita mutasse veramente e il cui unico desiderio era campare sotto qualsiasi bandiera.
Si rappresentano raccontate ed agite dai diversi e contradditori punti di vista le storie di un’Italia da farsi e si dispiegano in scena spunti per una riflessione su un’Italia, a detta di molti, in parte ancora incompiuta che aspetta forse ancora il suo “quarantotto” con tutta la sua portata di speranza per un paese migliore.
Il testo è una drammaturgia originale frutto di una ricerca storica realizzata appositamente in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La rappresentazione vede in scena diversi attori, una scena essenziale e l’utilizzo di mezzi multimediali.